Arnica: Rimedio Curativo Di Goethe.

Arnica: rimedio curativo di Goethe.

Solare e romantica al tempo stesso, l’Arnica nasconde dietro al suo aspetto apparentemente semplice portentose proprietà curative. Nota fin dall’antichità è stato il rimedio prediletto di Johann Wolfgang Von Goethe, come non parlarne allora? Vediamo di seguito caratteristiche, proprietà ed usi.

“Tutto è più semplice di quanto pensi e nello stesso tempo più complesso di quanto tu immagini.” (J.W. Von Goethe)

Arnica: caratteristiche.

Il nome scientifico di questa pianta è Arnica montana L. (Doronicum Arnica Desf), la famiglia di appartenenza è quella delle Asteraceae.

Le foglie sono disposte a rosetta alla base ed opposte e più piccole lungo il fusto. A seconda delle varietà queste possono essere lanceolate, oblanceolate, obovate o orticolari. La superficie fogliare è da glabra a tomentosa, qualche volta può essere ghiandolosa oppure ispida o irsuta.

Le infiorescenze sono formate da capolini solitari o raggruppati, di colore giallastro-arancio.

Date le diverse varietà potremmo dire che non vige regola per questa specie. Già dalla descrizione è possibile denotare in questo fiore dall’aspetto apparentemente fragile uno spirito libero e ribelle.

Arnica: habitat.

Cresce in montagna nei prati e nei pascoli, a partire dagli ottocento metri d’altitudine fino ad oltre i duemila, da giugno fino ad agosto secondo l’altitudine, dell’esposizione e dell’andamento stagionale.

Si adatta ai terreni poveri e ad i suoli calcarei.

Diffusa in moltissime varietà nel Nord America, è presente anche nell’Europa del Nord, in Asia settentrionale,  nell’America del Sud. In Italia la troviamo nella specie montana sulle Alpi.

Arnica: storia.

Da sempre le è stata attribuita una potente azione antinfiammatoria.

Nel XIX secolo venne utilizzata nelle affezioni nervose e per curare le commozioni cerebrali provocate da cadute o da colpi alla testa. Per tal motivo fu denominata “panacea lapsorum” (toccasana dei caduti).

In Piemonte l’infuso dei fiori freschi veniva utilizzato per effettuare impacchi su arti infiammati, lenire il dolore di contusioni, assorbire ematomi, risolvere foruncolosi e sotto forma di unguento per lenire il Fuoco di Sant’ Antonio.

Goethe ne assumeva regolarmente l’infuso. Questo gli permetteva di contrastare gli acuti dolori dell’angina pectoris.

L’uso interno nel tempo venne abbandonato in quanto si riscontrarono fenomeni irritativi a livello gastrico e casi di paralisi dei centri nervosi.

Oggi gli attuali rimedi omeopatici ci permettono di utilizzarla nuovamente non solo esternamente grazie alle alte (ma comunque efficaci) diluizioni che la nuova medicina alternativa ci ha permesso di ottenere.

Arnica: principi attivi.

Questa pianta contiene flavonoidi (betuletolo, eupafolina, isoquercitrina,ed astragalina), triterpeni, lattoni sesquiterpenici (come l’elenalina) che le conferiscono proprietà antinfiammatorie, antimicrobiche, antidolorifiche e stimolanti la circolazione.

Arnica: proprietà.

Vediamone proprietà ed indicazioni:

  • è un potente antinfiammatorio;
  • ha caratteristiche antimicrobiche;
  • risulta efficace come antidolorifico;
  • stimola la circolazione;
  • regolarizza l’aflusso di sangue nei vasi periferici;
  • efficace nel ridimensionare gli esantemi;
  • decontrattura gli stiramenti;
  • riassorbe gli ematomi;
  • lenisce le contusioni;
  • allevia i dolori reumatici e muscolari;
  • utile in caso di flebiti;
  • calma le irritazioni causate da punture d’insetto;
  • contrasta le foruncolosi.

Arnica: controindicazioni.

Un uso prolungato può provocare dermatiti. Ad alte concentrazioni l’Arnica puo causare la formazione di vescicole ed addirittura necrosi cutanea.  Sono state anche segnalate allergie e dermatiti da contatto.

Non utilizzare mai su pelle danneggiata.

Le preparazioni sono velenose se usate internamente: possono causare mal di testa, dolori addominali, palpitazioni e difficoltà respiratorie.

Arnica: formulazioni in commercio.

Tantissimi i preparati reperibili sul mercato:

  • tinture madri;
  • infusi per impacchi;
  • gel;
  • pomate;
  • estratti secchi;
  • saponi;
  • lozioni per capelli;
  • creme;
  • granuli omeopatici;
  • farmaci.

 

Dimenticavo: nella tradizione nordica (nei culti germanici in particolare) questa pianta era stata associata alla dea Freya, corrispondente indovinate un pò a chi? Alla più conosciuta Venere!  😉

 

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