Malva: Dolce Rimedio Negli Stati Infiammatori.

Malva: dolce rimedio negli stati infiammatori.

Nel linguaggio dei fiori e delle piante simboleggia l’amore e la comprensione materna. Quale pianta mai potrà rappresentare la forza e la dolcezza che una madre riversa verso il proprio figlio? Naturalmente un’erba spontanea, la Malva.

“Una mamma che solleva il bambino e lo porta all’altezza dei suoi occhi. Oggi l’Universo non ha altra prospettiva, altro asse, altro centro che questo.” (Fabrizio Caramagna)

Malva: caratteristiche.

Il nome scientifico di questa pianta è Malva sylvestris. Derivato dal latino malva «molle», in quanto la proprietà principale che la caratterizza è quella di essere emolliente.

É un pianta erbacea annuale o biennale perenne, può raggiungere un’altezza massima di 80 centimetri.

Presenta foglie di forma palminervia dai 5 ai 7 lobi con un margine seghettato irregolarmente.

I fiori di colore rosaceo con striature scure e con petali bilobati spuntano da aprile a ottobre.

Pianta originaria dell’Europa e Asia temperata, cresce spontaneamente nei prati e nei luoghi incolti di pianura.

Malva: un pò di storia.

Molto usata da greci e romani, venne considerata una pianta sacra. Tant’è che Pitagora riferendosi a quest’erba scrisse: “…semina la malva, ma non mangiarla; essa è un bene così grande da doversi riservare al nostro prossimo, piuttosto che farne uso con egoismo per il nostro vantaggio”.

Secondo il famoso erudito Dioscoride, il  suo decotto veniva considerato un rimedio contro tutti i veleni mortali: pare che uno scorpione velenoso che si posò su una foglia di malva, si irrigidì a morte.

Considerata sacra anche dai celti, questa popolazione credeva che i suoi semi, posti sugli occhi dei defunti, avessero la capacità di scacciare gli spiriti maligni e che aprissero le porte del paradiso.

La mistica Ildegarda di Bingen definiva questa pianta “Omnimorbia” (cura per tutti i mali).

Anche il diffuso detto comune: “la malva da ogni malattia salva”, testimonia inequivocabilmente la grande considerazione in cui questa veniva tenuta.

Ma vediamo più avanti il perchè di tanta considerazione per una così piccola e modesta pianta.

Malva: principi attivi.

Questo vegetale contiene mucillagine, antociani, acido galatturonico, metilpentosi, vitamine A, B1, B2, C ed E, acido clorogenico, acido caffeico, flavonoidi ed antociani.

Malva: proprietà.

Anche se spicca per le funzioni lenitive, quest’erba annovera moltissime altre proprietà:

  • sedative per la tosse;
  • espettoranti (utile nella cura delle bronchiti);
  • antinfiammatorie per le mucose orali;
  • lenitive (efficace in caso di mal di gola);
  • utile contro ascessi e mal di denti;
  • azioni antibatteriche contro alcuni ceppi di alcuni ceppi di Stafilococco aureo;
  • modeste funzioni antifungini, utile contro alcune varianti della Candida Albicans;
  • allevia gastriti e bruciori di stomaco;
  • è un rimedio contro la stipsi;
  • utile negli stati diarroici;
  • contrasta i dolori gastrointestinali;
  • antiflogistiche;
  • oftalmiche;
  • lenisce le irritazioni cutanee e le punture di insetto.

Malva: controindicazioni.

Questo rimedio non presenta nessun tipo di controindicazione, purchè non se ne abusi o non siano presenti intolleranze verso i principi attivi come la malvina e la malvidina.

Malva: uso interno.

Può essere assunta sotto forma di decotto utilizzando un cucchiaio raso di fiori della pianta per una tazza di acqua.

Diversamente può essere utilizzato l’estratto secco (700-1.000 mg al giorno lontano dai pasti).

Nal caso di tintura madre la dose consigliata è di 40 gocce tre volte al giorno in poca acqua a digiuno.

Malva: uso esterno.

Sempre il decotto, una volta raffreddato, si può utilizzare mediante gargarismi, in caso di infiammazioni della gola o mediante lavande in caso di irritazioni vaginali.

A livello cosmetico questa pianta viene largamente utilizzata in creme e lozioni che hanno come fine ultimo quello di lenire e sfiammare la pelle irritata o secca, ed inserita spesso nei detergenti intimi.

Che dire allora… la malva è sempre la malva! 😉

 

 

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