Perniosi: Un’eritema Da Non Sottovalutare.

Perniosi: un’eritema da non sottovalutare.

Come già precedentemente detto esistono svariate forme di eritema, alcune delle quali scatenate da fattori ambientali esterni quali quelli climatici. Una di queste è la perniosi, insomma senza farla tanto lunga i famosi geloni!

“Meglio rimanere fuori al freddo che al tepore della rinuncia.” (Beno Fignon)

Perniosi: di cosa si tratta?

Detto anche eritema pernio, si tratta di lesioni infiammatorie che si manifestano all’arrivo dei primi freddi. Maggiormente predisposti sono donne e bambini. Normalmente si presenta insieme ad acrocianosi, un disturbo circolatorio che rende le estremità pallide e livide a causa della diminuzione del flusso sanguigno.

Nel momento in cui compaiono placche di colore rosso violaceo, spesse, fredde, molto dolorose, si ha la formazione dei più conosciuti geloni.

In rari casi può dare luogo a fissurazioni, ulcere o bolle molto dolorose.

Questi disturbi, essendo collegati alla temperatura esterna cominciano in autunno e scompaiono con l’arrivo della primavera.

Perniosi: come si manifesta?

L’eritema pernio si può presentare sotto forme più o meno gravi:

  • 1° stadio:  interessa solo l’epidermide, prevalentemente nelle dita delle mani e dei piedi, punta del naso e lobi delle orecchie. La cute appare gonfia, traslucida, di colore rosso-violaceo e tende a sbiancarsi alla pressione. Si hanno prurito, bruciore e dolore alla parte colpita.
  • 2° stadio: la zona colpita si riempie di bolle ripiene di liquido sieroso sotto l’epidermide (flittene).
  • 3° stadio:  inizia ad essere una forma grave di perniosi, la pelle si lacera, si creano ulcere che possono generare un’infezione della parte.
  • 4° stadio: la lesione è arrivata talmente in profondità che non si prova più alcuna sensazione,  le terminazioni nervose sensoriali sono state distrutte, il tessuto è in necrosi. Vengono danneggiati anche muscoli e tendini.

Perniosi: fattori scatenanti.

Non solo le temperature possono causare la comparsa del fenomeno, ci sono anche una serie di  altri fattori che normalmente non vengono considerati.

  • Freddo: provocando vasospasmo delle piccole arterie, impedisce al sangue di fluire nei capillari. A questo punto le arteriole si riducono,  i tessuti non possono rifornirsi di ossigeno e nutrienti,  e neppure liberarsi delle scorie. S’instaura una sorta di ischemia, che scatena l’infiammazione cutanea, provocando la comparsa dei geloni e dei relativi sintomi.
  • Fattori genetici: vi può essere una predisposizione in coloro che presentano anomalie genetiche dei vasi sanguigni.
  • Genere: le donne sono più a rischio degli uomini.
  • Malnutrizione:  la dieta svolge un ruolo fondamentale nella prevenzione del disturbo.
  • Patologie vascolari: i geloni si manifestano molto spesso insieme ad altri disturbi circolatori, come l’insufficienza venosa, l’acrocianosi e il fenomeno di Raynaud.
  • Diabete: dal momento che tra le complicanze più comuni vi sono quelle vascolari, i diabetici sono naturalmente predisposti ai geloni.
  • Fumo: la nicotina costringendo i vasi cutanei ne danneggia le pareti.
  • Abbigliamento inadeguato: l’uso d’indumenti troppo stretti o poco isolanti può causarne lo sviluppo.
  • Sedentarietà: l’inattività fisica, e stare in piedi troppo a lungo da fermi, favoriscono il disturbo perché rallentano la circolazione.

Come prevenire la perniosi.

Per contrastare la comparsa di geloni è consigliabile:

  • evitare gli sbalzi termici;
  • indossare idonei indumenti protettivi;
  • applicare creme protettive prima di esporsi al freddo;
  • regolando la temperatura degli ambienti in cui si vive per evitare drastici sbalzi di temperatura nel momento in cui ci si accinge ad uscire;
  • fare attività fisica per mantenere attiva la circolazione;
  • smettere di fumare;
  • arricchire la propria alimentazione con cibi ricchi di vitamina C (di sostegno ai vasi sanguigni), vitamina E (contrasta l’infiammazione dei tessuti),  Omega 3 e 6 (ripristinano l’integrità delle membrane cellulari, alleviano l’infiammazione, proteggono la cute e i vasi sanguigni), polifenoli (proteggono i vasi e migliorano la circolazione sanguigna).

Perniosi: terapie farmacologiche.

Negli stadi più avanzati,  si possono applicare esternamente pomate corticosteroidi in grado di inibire la fosfolipasi A2, un enzima chiave dell’infiammazione.

Per via orale invece può essere somministrata la nifedipina, utile poiché dilata i vasi sanguigni, comprese le arteriole, ripristinando la circolazione cutanea.

Perniosi: rimedi naturali.

Si può contrastare i geloni, quando sono in uno stadio iniziale, in diversi modi. Con cure termali, bagni, pediluvi e maniluvi con sale marino oppure massaggiando le parti con olio essenziale di rosmarino (dall’effetto rubefacente) o con cremepreparati contenenti lo stesso.

 

Un altro rimedio potrebbe essere… trovare chi vi scalda mani, piedi e cuore! 😊

 

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